“La signora di Sing Sing” di Idanna Pucci

“Giovedì 25 aprile 1895, il caldo a New York superò il primato dell’aprile di ventiquattro anni prima. Alle tre e mezzo del pomeriggio la temperatura balzò di colpo da undici a trentadue gradi. Se lo sbalzo di temperatura non fosse stato così violento, forse Maria non avrebbe perso la testa alle dieci meno un quarto del mattino successivo”. Forse fu davvero colpa del caldo anomalo e asfissiante, forse dei mesi di umiliazioni e vergogna, forse della “banale” sofferenza d’amore. O forse fu colpa di quell’unica, ultima frase colma di disprezzo: “Pigs marry”, Solo un porco ti sposerebbe… Maria Barbella, poco più che ventenne, semianalfabeta, arrivata a New York con altri poveracci un paio di anni prima da Ferrandina, in Calabria, era una cucitrice, una dei tanti italiani in cerca di fortuna nella terra della grande promessa. Un giorno aveva incontrato Domenico Cataldo, tante donne e la voglia di accumulare soldi per tornare ricco in Italia. Era stato così facile per lui far girare la testa a quella ragazzina rotondetta e sprovveduta; lei aveva creduto davvero alla sua promessa di nozze. E poi lui veniva dalla sua stessa terra, sapeva quanto fosse importante fare le cose per bene. Ma il tempo passava e lui, dopo averla compromessa, continuava a rimandare la visita a suo padre. Poi aveva cominciato a parlare di un ritorno di Italia. Quella mattina, mentre giocava a carte nel solito bar, la ragazza, seguita da sua madre, voleva soltanto convincerlo a non partire, voleva soltanto che lui mantenesse la parola data. Magari poteva ferirlo col suo rasoio, solo per non farlo andar via. Ma poi lui aveva detto quelle cose terribili… Cora Slocomb è una ricca ereditiera della Virginia educata in Europa. A Roma ha incontrato il conte Detalmo Savorgan di Brazzà, un nobile friulano fratello del più famoso Pietro esploratore in Africa e in certo modo rivale di Stanley, e se n’è innamorata. Dopo le nozze, ha subito mostrato la sua abilità di imprenditrice promuovendo la produzione di merletti nelle terre di famiglia nei pressi di Udine. Ma non ha mai smesso di tenersi informata su quello che accade oltreoceano e dai giornali apprende quello che sta succedendo alla piccola Maria, la prima donna condannata alla sedia elettrica – da poco introdotta a New York al posto della forca – per omicidio di primo grado. Cora decide di partire per informarsi e fare qualcosa, conosce molta gente potente da quelle parti. Suo marito è sempre con lei nelle sue battaglie e anche adesso resta al suo fianco. Maria e Cora non sanno di essere finite in una storia ben più grande di un omicidio, non sanno che le loro strade si stanno per incontrare in quella che di fatto sarà la prima grande campagna contro la pena di morte, non sanno cosa significheranno l’una nella vita dell’altra, pur appartenendo a mondi lontanissimi…