“Donne che amano troppo” di Robin Norwood

Dacia Maraini firma la prefazione di questo classico di Robin Norwood: “Donne che amano troppo”. In questo libro l’autrice cerca di spiegare come mai molte donne riescano a rovinare la propria vita sentimentale legandosi al partner sbagliato. E soprattutto per quale ragione pur riconoscendo questo partner come non adeguato rimangono invischiate in relazioni malsane e non appaganti, senza riuscire a staccarsene. Allora l’amare diventa “amare troppo”. Ma quali sono i meccanismi psicologici che scattano? E come cercare di diventare più consapevoli di sè e delle proprie dinamiche relazionali disfunzionali? Leggendo questo bel libro molte donne si riconosceranno e verranno accompagnate dall’autrice a prendere più consapevolezza di sè e del proprio mondo interiore.

“Ferite a morte” di Serena Dandini

Raccontare le vittime di femminicidio come se potessero parlare in prima persona. Tra le mura delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa, che risponde al nome di violenza domestica. E che sale alla ribalta delle cronache quando ormai è troppo tardi. Un libro necessario che dà voce a tutte le donne che non sono state ai patti, pagando con la vita la loro disubbidienza.

“La lunga vita di Marianna Ucrìa” di Dacia Maraini

Marianna appartiene a una nobile famiglia palermitana del Settecento. Il suo destino dovrebbe essere quello di una qualsiasi giovane nobildonna ma la sua condizione di sordomuta la rende diversa: “Il silenzio si era impadronito di lei come una malattia o forse una vocazione”. Le si schiudono così saperi ignoti: Marianna impara l’alfabeto, legge e scrive perché questi sono gli unici strumenti di comunicazione col mondo. Sviluppa una sensibilità acuta che la spinge a riflettere sulla condizione umana, su quella femminile, sulle ingiustizie di cui i più deboli sono vittime e di cui lei stessa è stata vittima. Eppure Marianna compirà i gesti di ogni donna, gioirà e soffrirà, conoscerà la passione.

“La donna che sbatteva nelle porte” di Roddy Doyle

Paula Spencer, una giovane donna irlandese, è la voce narrante e la protagonista di questo drammatico e intenso romanzo. Non è stato facile, per lei, crescere e diventare donna in una Dublino popolata da un’umanità cordiale ma anche turbolenta e rissosa. Poi, improvviso, l’eccitante incontro con Charles. All’inizio è l’amore, l’aspettativa romantica; ma a poco a poco s’innesca una spirale di violenza che arriverà sino alla brutalità e porterà Paula a conoscere l’odio cui può giungere un uomo e la disperata volontà di rivalsa cui può giungere una donna.

” Speak. Il graphic novel” di Laurie Halse Anderson

“Parla. Siamo qui per ascoltarti.” Melinda sa che questa è una delle tante bugie che ti raccontano al liceo. Perché nessuno vuole ascoltare quello che hai da dire. Soprattutto se non riesci a esprimerlo, se fai fatica a trovare le parole. Colpevole di aver rovinato una festa chiamando la polizia, Melinda non ha più amici e viene maltrattata a scuola. Nessuno la saluta, figuriamoci ascoltarla per capire cosa è successo veramente quella sera. Eppure Melinda troverà la forza per affrontare una violenza inconfessabile, subita nell’estate dei suoi tredici anni. E finalmente avrà il coraggio di parlare.

“C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?” di Raquel Diaz Reguera

Carlotta era una principessa rosa, col suo vestito rosa e il suo armadio rosa, pieno di vestiti rosa… Ma Carlotta era arcistufa del rosa. Voleva vestire di rosso, verde, giallo e violetto e non aveva alcuna voglia di baciare rospi su rospi per trovare il principe azzurro. Perché non esistevano principesse che solcavano i mari o che salvassero i principi dalle fauci di un lupo feroce? Anche Carlotta voleva vivere le fantastiche avventure dei libri di fiabe, sognava di cacciare draghi e volare in mongolfiera…